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" Intervenir in tempo con efficacia in sicurezza ! " Protezione della vostra casa e della vostra famiglia dagli infestanti.

Classificazione dei rischi

La Casa


Gli americani, in media, passano il 90% del loro tempo in casa (EPA, Agenzia per la protezione dell'ambiente). Questo studio sicuramente pone una serie di questioni sui rischi legati ad una vita sedentaria, ma dimostra anche che l'igiene della casa riveste una grande importanza. In Europa, la percentuale del tempo trascorso in casa sembra essere "solo" del 75%. Oltre che il luogo in cui dormire, la casa è anche il luogo della comunicazione, dell'insegnamento... La televisione, l'informatica, Internet e tutte le tecnologie moderne concorrono a fornire al singolo individuo tutto quello che può desiderare senza doversi spostare da casa. Il ricovero domiciliare, che tende ad essere sempre più diffuso, e la presenza di anziani all'interno della famiglia richiedono una maggiore cura dell'igiene, poiché queste persone sono particolarmente soggette alle infezioni.

La Cucina


È importante ricordare che i lavelli della cucina ospitano un numero di germi 100.000 volte superiore a quello dei sanitari del bagno, che di solito sono considerati il luogo più contaminato della casa. Molti fattori illustrano l'importanza delle misure igieniche in cucina:

- è la stanza più frequentata da tutti i membri della famiglia

- il 40% dei casi d'intossicazione alimentare accertati hanno origine in casa e non al ristorante.

- alcuni studi effettuati negli ultimi decenni hanno dimostrato la presenza di agenti patogeni nella maggior parte delle case.

- la preparazione di un pollo che contiene salmonelle, caso molto frequente, genera una contaminazione generale in cucina, che va dagli utensili usati, al piano di lavoro, al lavello, alle porte della cucina, al frigorifero, al forno e naturalmente alle mani della persona che ha manipolato il pollo.

 

Qualche consiglio indispensabile

- Lavarsi bene le mani prima di toccare gli alimenti. Questa misura è ancora più necessaria dopo aver accarezzato un animale domestico o essere andati in bagno. Usare cerotti impermeabili per coprire le ferite. - Pulire regolarmente il lavello e le superfici adiacenti.

- Mantenere costante la temperatura del frigorifero tra gli 0 e i 4°C e pulirlo regolarmente, come i pensili da cucina. Mettere la carne e il pollame crudi su un piatto o un vassoio.

- Controllare sempre che le superfici lavate siano ben asciutte prima di riporre gli alimenti (piano di lavoro, frigorifero...).

- Lavare e disinfettare la pattumiera e la zona circostante (in caso di fuoriuscita dell'immondizia). La pattumiera contiene una forte concentrazione di batteri, è quindi importante svuotarla tutti giorni e lavarla regolarmente.

- Cambiare spesso gli strofinacci da cucina e lavarli con cura. Un recente studio europeo (citato precedentemente) rileva che un intervistato su tre afferma di sostituire lo strofinaccio sporco con uno pulito tutti i giorni e il 57% lo cambia almeno una volta alla settimana. Ventuno milioni di europei (7%), una cifra sorprendente, dichiara di cambiare gli strofinacci solo quando sono veramente sporchi o quando si ricordano di farlo! - Un'attenzione particolare deve essere prestata alle spugne. In effetti, a causa dell'umidità, i batteri possono svilupparsi facilmente nelle spugne, che sono tuttavia considerate i migliori strumenti per pulire. Per neutralizzare questa potenziale fonte di contaminazione, bisogna cambiare le spugne frequentemente, utilizzare detersivi per lavare i piatti antibatterici ed immergerci le spugne tra un lavaggio e l'altro. Sezione di listeria monocytogenes. Agente della listeriosi o "malattia del frigorifero " (ricolorata). Per una pulizia veloce, è consigliabile utilizzare panni usa e getta.

 

Ulteriore consiglio per quando ci si assenta:

- Controllare che non restino prodotti deperibili in casa, eliminare le briciole ed altri rifiuti che possono attirare gli insetti e favorire la proliferazione di batteri durante la vostra assenza.

- Lavare i piani di lavoro.

- Se il frigorifero è spento, pulirlo, asciugarlo e lasciarlo aperto.

- Lavare gli strofinacci, disinfettare le spugne e le spazzole intorno al lavello.

Il lavaggio della biancheria


Recentemente un gruppo di scienziati ha analizzato i fattori di rischio che possono contribuire alla propagazione delle malattie infettive attraverso il lavaggio della biancheria. Mentre il grande pubblico sa che il gabinetto e la cucina sono luoghi ad alto rischio per la propagazione dei microbi, la biancheria raramente viene citata come potenziale vettore di contaminazione. Recenti ricerche hanno dimostrato che i microbi possono propagarsi da un tessuto all'altro e dalla superficie del tamburo della lavatrice al carico di biancheria successivo. Persino le mani possono favorire la contaminazione, quando si manipola la biancheria bagnata che è appena stata lavata. Per anni si è ritenuto che i microbi potevano essere distrutti solo con un lavaggio a temperatura molto elevata. Tuttavia, i nostri sforzi per consumare meno energia, le nostre preoccupazioni per l'ambiente, che ci inducono a ridurre la quantità di detersivo utilizzato, e il nostro desiderio di proteggere i tessuti moderni ci hanno portato ad usare l'acqua a temperature sempre più basse e con una quantità di detersivo sempre minore. Il risultato è che il modo in cui facciamo il bucato oggi non sempre è sufficiente per distruggere tutti i germi presenti negli indumenti. Sappiamo che alcuni germi, provenienti dagli alimenti, dal nostro corpo o da altre fonti, possono sopravvivere al ciclo di lavaggio e propagarsi dalle nostre mani ad altre superfici. Tra questi lo stafilococco aureus e il klebsiella pneumoniae, due tipi di germi molto comuni e difficili da eliminare. Secondo alcuni microbiologi, la quantità di batteri che sopravvive al lavaggio è in aumento. L'origine di tale incremento sarebbe da ricercarsi nell'utilizzo dell'acqua fredda invece di quella calda. La biancheria lavata a 40°C presenta un numero di batteri 500 volte inferiore dopo il lavaggio. La stessa biancheria lavata a 30°C ne contiene un numero solo 10 volte inferiore rispetto a prima del lavaggio. I rischi di contaminazione sono minimi per una famiglia in buona salute, ma una persona convalescente potrebbe trasmettere i suoi microbi o essere così debole da contrarre una malattia. Inoltre, far asciugare il bucato all'aria aperta invece che nell'asciugabiancheria aumenta il tasso di sopravvivenza dei batteri, poiché gli indumenti restano bagnati più a lungo. Alcune semplici precauzioni possono essere un aiuto efficace per controllare la propagazione dei germi potenzialmente patogeni:

- Prima del lavaggio, separare sempre gli articoli "a rischio", quali la biancheria intima, gli strofinacci da cucina, gli indumenti dei neonati, dagli altri capi. Il numero di persone che segue questa regola varia molto da un paese all'altro, ma spesso si attesta intorno al 30%, una bassa percentuale considerando il potenziale rischio che si corre.

- Lavarsi le mani con acqua calda e sapone dopo aver messo il bucato in lavatrice e, di nuovo, dopo aver manipolato la biancheria bagnata dopo il lavaggio. Lavarsi le mani dopo aver toccato la biancheria sporca è una pratica relativamente frequente, mentre è raro che ciò avvenga dopo la manipolazione della biancheria pulita, perché essa viene considerata, a torto, priva di microbi.

- Cercare detersivi realmente efficaci contro i microbi. - Lavare la biancheria sporca il più rapidamente possibile, soprattutto se è bagnata, come gli asciugamani.

- Non aspettare che gli indumenti siano completamente sporchi prima di lavarli. Maggiore è il numero di batteri presente prima del lavaggio, maggiore è la probabilità che ne restino dopo il lavaggio.